Stralci di critica

Da “Enzo Santese” – libro
…l’immagine vive sulla caratterizzazione delle sue linee forza che diventano orbite di passaggio di energia; e dove le cromie sono trattenute sulla soglia inferiore della deflagrazione luminosa essa disegna campiture, orditi lievi e talora imprecisabili scritture di gesto che innervano il quadro di una sostanza costruttiva sotterranea, pronta a venire “a galla” nel momento in cui l’occhio del fruitore cattura i sensi del coagulo materico, della relazione tra i colori, della sintesi tra gesto e segno… poche linee percorrono lo spazio di impressioni nitide e il segno si tende talora rapido con un tratto secco e quasi inciso, mentre l’acquosità del colore disfa il plasticismo della figura a vantaggio di eleganti modulazioni pittoriche; oppure il tocco si abbrevia in svolazzi concitati che esibiscono il senso di una calda passione propositiva …Motivi e simboli reperiti nella realtà sono rispondenti al suo dettato interiore fantastico costruito su una modulazione differenziata del dato umorale pienamente aderenti ai luoghi che le sono più cari…in tal modo ribadisce che la natura da lei cantata è trasmutata da una ben cosciente e personale traslazione interiore…

ANNI OTTANTA

Mario Morales Belluno

Vi è nella natura umana un “quid” di mistero che spesso si identifica con inspiegabili contraddizioni:un comportamento estroverso che deriva da una timidezza innata; un apparente ottimismo ed una fiducia nella vita, derivante da sopite malinconie consumate in silenzio; un primitivo ritegno ad enunciare e ad enunciarsi, vinto poi da un irrefrenabile bisogno di comunicazione. Questo “quid” di mistero è appunto nell’intima realtà di Francesca Lauria Pinter che –fedele ai canoni di riscatti vitali- trova nella pittura la soluzione positiva ad ogni conflitto psicologico. Ne consegue un linguaggio genuino ed in un certo senso pregno di letizia. Un linguaggio che si risolve in composizioni essenziali, nelle quali la soggettività dell’intuizione elabora l’oggetto per interpretarlo con visione autonoma.

Antonio Miniaci Cosenza

Basta “leggere” quelle poesie di montagna per cogliere tutta l’essenza di cose piccole e grandi che si animano nel gioco di luci e di ombre per fissare il senso del tempo e della vita. E quei “sud” affioranti dal sobrio volgere di piani e di volumi filtrano sguardi sommersi , testimoni di una precarietà ancestrale.
Come quelle figure monocolori di donne che, nella loro profonda ragione di simbolo, rivelano il dramma infinito di una esistenza stentata e sofferta. Così, in un’atmosfera lirica di brani e di paesaggi, forme pure e sensibili rappresentano ed esprimono un discorso antico quanto il mondo. In tale funzione di scoperta e di interpretazione impressionistica delle cose sta il messaggio teleologico dell’arte di Lauria-Pinter.
E l’effetto è immediato. Come succede di fronte alla pittura quando è pittura.

Adriana de Gaudio Roma

La pittrice si discosta dalla solita impostazione iconografia del particolare mediante la resa dei colori che rivitalizzano il tema attraverso l’impasto corposo dal quale affiora il rosso che dà vivezza, calore e anche
luce, qualità espressive queste che traducono fattori psicologici in visivi ,e garantiscono le sicure qualità di una pittrice che ha dimostrato originalità ed inventiva.

ANNI NOVANTA

Agostino Perale Belluno

Ogni opera esige , oltre all’esame d’insieme, un’indagine scrupolosa, intesa a cogliere la raffinatezza degli accostamenti, dei graffi, della stesura della materia talora preziosa come gioielli antichi. Agli elementi pittorici si aggiungono la tonalità azzurro-opalina del lapislazzulo e le sfumature di oro antico per portici conosciuti e cupole appena sfiorate: quasi un impreziosire inconscio, una quinta di spazi voluti.

Paolo Rizzi Venezia

Il colore ora s’addensa e s’aggruma, ora si dilata diluendosi in pulviscolo: e, sotto, un segno trepido come una nervatura , scorre sulla forma. Par quasi che un fenomeno vitalistico pervada il tessuto cromatico, sfibrandolo fino a ridurlo a screziature e macchie, ad anfratti e screpolature. Allora mi rendo conto che la pittura diventa stato d’animo: si carica appunto di sussulti, di barbagli indecifrabili, di slittamenti interiori. E’ quasi uno sfogo patetico, un abbandono.

Giovanni Varanelli Foggia

Come nella poesia, in ogni espressione artistica lo spirito creativo prorompe e si risolve in una intuizione, in un flash, in un’immagine, dove, in perfetta sintesi, si condensano sensazioni e realtà. E’ quanto avviene nella pittura di Francesca Lauria Pinter, la quale non indulge a ritrarre particolari, a prospettare l’insieme di una visione, anzi della visione rarefà l’immagine, fino a diafanizzarla di contorni e di colori, e ad identificarla nella sensazione suscitata, in quel senso di onirico che pur si serve della realtà, ma per trasfonderla in og-getto di sogni ed aneliti dell’anima.

Rosaria Guadagno Mantova

I quadri della Pinter sono la nostalgia di una visione percepita, che nel ricordo poi si rafforza. Dietro cortine di colori in modulazioni vibranti che fingono la pioggia, si intravvedono lievissime trame di case sussultanti sotto il peso degli scrosci. Oppure è uno spiraglio su Montmartre, a percepire a stento i vocii di volti anonimi e lontani in direzione di un bistrot. Si tratta ancora di una campagna mantovana accecata dal sole o racchiusa in una scorza di colori abbacinanti nei toni acri dell’estate e reinventata poi d’inverno con le sue torri, i suoi laghi, la mestizia della stagione. Una pittura magica.

Camillo Semenzato Padova

Non è facile riassumere le caratteristiche e le qualità di un’artista come Francesca Lauria Pinter, talmente presente nelle sue opere da sembrare di poterla trovare ovunque, anche al di fuori di esse, ovunque c’è luce e c’è vita , e nello stesso tempo talmente sfuggente da non poter essere mai interamente afferrata. Ama le iridescenze delle bolle di sapone, i riflessi dei piccoli gioielli, e quelli del cielo sterminato, le tracce della risacca, le piume dei nidi, gli stecchi sparsi nei sentieri. Può essere soffice e ruvida, nuvola e brace,supporto e vertigine, dedizione ed incoscienza, ansia e abbandono. La bisaccia di colori, di forme, di idee,di sensazioni,di tenerezze e di esplosioni che porta con sé, questa bisaccia così colma e così preziosa è di una lievità sorprendente, fatta di aria, .di luce, di vuoti, di contemplazioni che si compenetrano come gli scintillii in una goccia di rugiada. C’è nei suoi occhi e nel suo pennello una sorta di monelleria che sembra voler sempre farsi perdonare, un’audacia che ama nascondersi ,velarsi, trasformarsi, ma solo per essere capita più lentamente e più intimamente. Indossa una veste di Arlecchino fatta delle toppe più svariate, ora consunte, ora finissime, sempre tenute insieme da una imbastitura di allegria e di bontà.

Enzo Santese Trieste

Nella scansione degli spazi,moltiplicata dagli effetti di sovrapposizione e trasparenza, il dato cromatico si offre a una lettura che lascia nel fruitore l’aroma della fisicità e, nel contempo, rimanda a sempre diverse dimensioni della fantasia e della sensibilità. Il punto di partenza può essere uno scorcio naturalistico o un angolo di città, ma il processo di trasfigurazione poetica conduce l’occhio a fissare combinazioni di luminosità intensa entro cui le “cose” rappresentate affermano la calda presenza di affetti privati, resi nella pagina pittorica con il ricorso ad una figuralità vibrante nella materia e nella struttura compositiva.

Ottorino Stefani Treviso

Le figure sono quasi sempre semplificate, colte in atteggiamenti di reciproca armonia, quasi fossero sul punto di parlare tra di loro. Persino i colori sembrano partecipare al “dialogo” ora caldi ora soffusi di vibrazioni atmosferiche, ora invece intrisi di evocazioni nostalgiche e smorzate, quasi a sottolineare un senso profondo di abbandono al ritmo interiore della vita. Linee, forme e colori sono disposti sulla tela con assoluta libertà inventiva e creano spazi e movimenti dettati dal ritmo stesso delle pennellate e da una evidente tensione creativa.

ANNI DUEMILA

Pompea Vergaro Salento Puglia

La tavolozza dell’artista è ricca di colori per narrare luoghi reali, anche se emerge dalle sue stesure un tratto quasi informale. Un gesto pittorico istintivo e calibrato,nello stesso tempo, su uno spazio che propone una pittura di vissute emozioni, colme di nostalgie. L’artista evoca sapori e odori della natura, rifugio di poetiche essenze, consapevole della fragile realtà.

Dino Marasà Palermo

Un turbinio di sensazioni cromatiche popola le opere di Francesca Lauria Pinter. Il segno sostiene la narrazione pittorica e ne svela la trama con voce decisa dai toni brillanti, reali interpreti di un palcoscenico pittorico rivelatore di autentico talento.

Gianni Mazzei Trebisacce Cosenza

Non parte dal sentimento che tende a diventare cifra interpretativa del mondo, ma dall’idea, che nel suo entusiasmo interiore perché convinto, assurge alla morbidezza della linea, sicura di un suo messaggio e, perciò, compartecipe, in un pianto virile e rappreso, del dolore umano. Seguendo la lezione magistrale di Calvino, l’artista è chi toglie, senza narcisismo o egoismo del possesso, tutto l’inerte, lo scarto, per arrivare alla leggerezza, alla trasparenza, alla levità della sua opera: “final-mente la luna potè fermarsi alla curva bianchissima dei cavalli “ direbbe Lorca. Per cui, la tela perde l’ordito astuto degli infingimenti sottili creati nella notte della mente per rivelarsi purissima luce che crea immagini di sogno in cui la mente per un mo-mento medita sospesa, al di là della quotidianità.

MariaPia Bobbioni Pisa

Imponente nel volo libero, l’impasto armonioso è narrazione pittorica dove l’intuizione viene esaltata da ritmi interiori che nella proposta diventano magia.

Critici: Miniaci-Cosenza; A.deGaudio-Roma; P.Rizzi-Venezia; M.Morales-Belluno; G.Varanelli-Ancona;G. Mazzei Trebisacce CS.